Democrazia e sabotaggi on-line

Democrazia e sabotaggi on-line

Brutta avventura per centro-destra.it. Ciò che è successo è l’espressione di un uso incivile della rete.

Da poco abbiamo discusso delle grandi potenzialità del digitale, trascinato giù in una traiettoria discendente della società. Ci si sente pessimisti, si cerca a tutti i costi di falsificare la tesi e trovare evidenze che diano nuove speranze. E invece va di male in peggio: emergono sempre nuovi fatti più negativi.
Oggi voglio parlare della bella proposta e della brutta esperienza di centro-destra.it, ricordando che questo blog non ha posizione in ambito politico ma sì, parla di sicurezza.
Centro-destra.it si attiva perché  “vuole sostenere l’oneroso lavoro dei leader sottoponendo le candidature di 50 giovani che nei prossimi 10 giorni si misureranno con un voto social” al fine di promuovere i progetti dei 5 più votati, il loro impegno sul territorio e quindi presentare le loro candidature in Parlamento. La pagina annuncia poi: “Chiediamo a voi di sceglierne tre, non limitandovi alla vostra appartenenza politica, ma cercando i loro profili sui social per vedere il loro impegno quotidiano negli enti locali e nella società civile”.
Senza internet un’iniziativa del genere sarebbe stata impensabile. Ecco affacciarsi di nuovo in rete la grande opportunità di un’autentica declinazione di democrazia, da esercitare in modo libero, veloce, agile. Eppure la potenzialità della tecnologia viene rapidamente piegata all’interesse personale, alla sete di vittoria, all’affermazione di un individuo, poco importa se a costo del diritto di molti.
Del resto non è difficile aggirare i controlli applicati perché siano espresse un numero limitato di preferenze per visitatore. Per un visitatore è facile moltiplicare le connessioni, passando in pochi secondi per differenti nodi di connessione nel mondo ed arrivare su centro-destra.it con un IP sempre diverso.
Giorgio La Porta, fondatore della pagina, racconta di essersi reso conto di quello che stava succedendo quando ha visto improvvisamente accendersi la mappa del mondo, presente nel sistema che utilizza per monitorare il traffico sul suo sito. Quando ha notato alcune connessioni provenienti dall’Indonesia e da altre zone remote, che con la politica italiana hanno poco a che vedere, ha immediatamente controllato i dati dei sondaggi. Ha quindi notato i punteggi di alcuni candidati crescere troppo rapidamente.
La Porta ha deciso di non sospendere l’iniziativa, ma si è dichiarato rammaricato – quando ci siamo sentiti telefonicamente – per l’attuazione di un tentativo così palese di alterare i risultati del sondaggio.
Per altro non è possibile escludere che una caduta del sito centro-destra.it, registrata il giorno precedente e durata qualche ora, non possa essere riconducibile a questo “giochetto” di votazioni fasulle.
Una questione spiacevole che non solamente conferma l’incapacità diffusa di utilizzare in modo eticamente diligente le potenzialità degli strumenti digitali a disposizione, ma che in qualche modo alimenta ulteriormente i timori di una manipolazione politica attraverso la grande rete. Quanto accaduto non avrà certo a che vedere con la guerra fredda 2.0 – si dice che la Russia si stia muovendo on-line per influenzare anche le elezioni politiche italiane – ma è un esempio di quanto gli strumenti di cui oggi disponiamo possano, se utilizzati in modo malevolo, minare anche i diritti fondamentali.

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