Dal MIUR il via al Curriculum dell’Educazione Civica Digitale

Dal MIUR il via al Curriculum dell’Educazione Civica Digitale

I primi lavori del Ministero della Pubblica Istruzione: “#media #information #data literacy entrino strutturalmente in ogni scuola e diventino bagaglio di ogni docente e studente”.

Tra gli obiettivi principali dell’istruzione, quello di fornire agli studenti gli strumenti necessari per interpretare correttamente ed in modo critico – ovvero esercitando scelte consapevoli – il contesto che li circonda.
Sono anni che personalmente guardo con gran timore al divario che s’è venuto a configurare tra la complessità della realtà – per mutevolezza, per abbondanza di nuove variabili implicate e per deterioramento di valori fondamentali – e le metodologie e materie d’insegnamento messe in campo.
Ma l’Istruzione sta, seppur lentamente, reagendo. E proprio quando sembrava che fosse impossibile arrivare a condividere una visione d’insieme, appare finalmente una prima pietra miliare. Sul sito del MIUR, in un comunicato del 5 dicembre, si legge: stiamo costruendo un Curriculum di Educazione Civica Digitale da portare in ogni scuola a partire dal prossimo gennaio.
Damien Lanfrey, Chief Innovation Officer del MIUR, pubblica a questo proposito un energico post dal profilo Facebook: “Se pensate che ogni studente debba capire le implicazioni […], se pensate che qui il punto non sia tanto quanta tecnologia, ma che ruolo dare alla tecnologia nel 21mo e nel 22mo secolo nella gestione (o meno) delle nostre vite […], è ora che #media #information #data literacy entrino strutturalmente in ogni scuola e diventino bagaglio di ogni docente e studente”.
La prima bozza del Curriculum dell’Educazione Civica Digitale si articola in 5 aree principali: internet (architettura, diritti, economia), educazione ai media (muoversi e comportarsi in rete), educazione all’informazione (cercare, analizzare e utilizzare correttamente l’informazione), dati e intelligenza artificiale (capirne il ruolo ed in valore), cultura e creatività digitale (stare in rete è anche un atto culturale).
Ben fatto! Non è pero possibile ignorare un errore strutturale che sinora ha ripetutamente contraddistinto i lavori svolti in ognuna delle aree sopra citate: la carenza – ed in quasi tutti i casi l’assenza – di un approccio basato sul rischio; sulla capacità di individuarli, valutarli e gestirli in modo strutturato, consapevole. Docenti e studenti non meritano forse anche l’opportunità di affrontare in modo critico nuovi scenari, nuove tendenze, nuove tecnologie? Perché lavorare solamente su quelli sinora conosciuti potrebbe rappresentare un grande investimento poco redditizio in un futuro prossimo.